Chiarezza e intelligibilità della parola, sempre

La correzione acustica di Coverd garantisce la qualità acustica in ambienti di ogni tipo e destinazione d’uso attraverso interventi mirati e una progettazione basata su tecnologie all’avanguardia.
Con in più i vantaggi derivanti dall’uso di materiali sani, traspiranti, ecologici, colorabili, che esaltano la vivibilità degli spazi e ne permettono la più completa fruibilità anche per utilizzi “misti”. Come nel caso della palestra trasformabile in teatro.

Una novità importante in tema di acustica architettonica è la norma UNI 11367 pubblicata a luglio 2010, di cui abbiamo accennato sul numero 3-2010 di AudioDinamika e che è stata al centro dell’incontro organizzato il 18 novembre 2010 presso la sala convegni di Coverd.

Si tratta infatti del perno intorno al quale ruotano la nuova classificazione acustica delle unità immobiliari e le procedure di valutazione e verifica in opera degli edifici. Crediamo sia il caso di soffermarci un poco sull’esame della questione e sulle implicazioni in tema di correzione acustica e “sonorizzazione” degli ambienti di cui ci occupiamo nello specifico con questa rivista. Il dato di fondo è che, come avvenuto con le prestazione energetiche, la normativa procede nella direzione di una classificazione degli edifici in base alle prestazioni acustiche degli stessi, al fine di informare gli “abitanti” (acquirenti, proprietari, conduttori) sulle caratteristiche acustiche dell’immobile.

Chiarezza e intelligibilità del parlato

Tale “informazione” va nell’interesse, oltre che dei soggetti menzionati, anche delle varie figure che intervengono nel processo edilizio (costruttori, progettisti, venditori, produttori di materiali da costruzione) mettendoli al riparo da possibili contestazioni. Tralasciamo l’esame tecnico e aggiungiamo soltanto che norma UNI 11367 prevede quattro classi di efficienza acustica, dalla Classe 1 (la più silenziosa) alla Classe 4 (la più rumorosa). Una curiosità: anche se le prestazioni minime di efficienza acustica sono rappresentabili dalla Classe 3, la maggioranza degli edifici italiani oggi non raggiunge nemmeno la Classe 4. Detto questo, cosa c’entra la norma UNI con la correzione acustica degli ambienti aperti al pubblico?

La Norma UNI

Veniamo al punto. Premesso che la norma UNI 11367 si applica a tutti i tipi di edifici (con esclusione di quelli a uso agricolo artigianale e industriale), i requisiti acustici di ospedali, cliniche, case di cura e scuole sono definiti nell’appendice C, che contiene anche l’esplicito suggerimento all’utilizzo della “chiarezza” e della “intelligibilità” della parola come parametri di valutazione – insieme al tempo di riverberazione – della qualità acustica degli ambienti. Chiarezza e intelligibilità del parlato – da sempre punto di arrivo degli interventi di correzione acustica di Coverd – diventano quindi ora fattori necessari e indispensabili affinché un ambiente possa essere considerato in linea con la normativa. Un passo in avanti verso il bene-abitare, ma anche la conferma che in Coverd si guarda sempre oltre e puntualmente si anticipa nella teoria e nella pratica l’applicazione delle leggi. Tecnicamente, UNI valuta la chiarezza come C50, valore che esprime il rapporto tra l’energia sonora sul ricettore nei primi 50 ms e quella da 50 ms fino al decadimento del segnale; l’intelligibilità è invece valutata tramite l’indice STI, Speach Transmission Index.

A cosa serve una buona acustica?

Alla prima e fondamentale delle domande diamo una risposta semplice: a vivere meglio. Negli ambienti confinanti passiamo la maggior parte del tempo della nostra vita (casa, ufficio, scuola…), quanto è influenzata la nostra salute dalla sonorità di questi spazi? Moltissimo, sicuramente. Parlando poi di ambienti aperti al pubblico – scuole, palestre, cinema e teatri sono quelli che conosciamo meglio – il comfort acustico diventa indispensabile per una buona fruizione degli stessi: non si tratta di un’opzione che porta valore aggiunto, ma di una condizione fondamentale e indispensabile che determina il significato stesso del progetto che conduce alla realizzazione di un edificio. Nonostante questo, l’acustica è ancora la variabile meno considerata nell’ambito del processo architettonico, come dimostra la situazione disastrosa della maggior parte delle scuole italiane.

Ambiente scuola

Nell’ambiente scuola, una cattiva acustica ha ripercussioni negative anche dal punto di vista didattico, specie se si tratta di scuole per l’infanzia o scuole elementari, in cui bambini sono molto portati all’ascolto non possedendo ancora una corretta padronanza linguistica. Condizioni acustiche non ottimali riducono l’intelligibilità della parola (quella di cui oggi parla la norma UNI 11367), ostacolano la comunicazione verbale rendendola difficoltosa e causano disattenzione e irritabilità, con conseguenze negative sull’apprendimento degli alunni. E gli insegnanti? Anche loro ne pagano le conseguenze, in termini di maggior stress e maggior incidenza di malattie professionalizzanti, cosa che peraltro va a discapito dell’intera collettività. Il ragionamento di fondo non cambia anche se si considerano altri ambienti aperti, come le palestre (scolastiche e non), i cinema, i teatri, gli auditorium (scolastici e non). Anche in questi casi l’acustica è elemento integrante dell’ambiente, poiché non sono pensabili cinema o teatri dove non si ascolta bene, o palestre dove non è piacevole stare a causa di una cattiva acustica.

Come si fa una buona acustica?

Un valido studio acustico iniziale è un elemento che non può mancare in un progetto architettonico, con due parametri da tenere in particolare sotto controllo: il rumore di fondo, che mescola i segnali disturbanti ai segnali utili alla comprensione, e la riverberazione sonora, che invece causa una sovrapposizione della coda sonora con conseguente mascheramento del parlato.
Il rumore di fondo ha origine dal contesto sonoro ed è determinato da diverse cause: sorgenti di rumore esterne (traffico stradale, ferroviario, passaggio di aerei, presenza di attività industriali o commerciali) e sorgenti di rumore interne (attività negli ambienti adiacenti, rumorosità degli impianti…); il suo controllo dipende dal fonoisolamento dei divisori e degli elementi tecnologici.

Tempo di riverberazione

Per quanto riguarda il tempo di riverberazione, i criteri per la sua valutazione – limitatamente agli ambienti scolastici – sono indicati nel DPCM 5/12/1997 (che richiama la Circolare del Ministero dei lavori Pubblici 3150 del 22/5/1967 e il DM 18/12/1975) e nella letteratura scientifica; in questo caso il controllo dipende dalla conformazione e dal grado di fonoassorbimento delle pareti interne, compresi i soffitti. Un terzo e un quarto parametro – come ci ricorda la nuova normativa – sono la chiarezza e l’intelligibilità del parlato, che contribuiscono alla qualità acustica dell’ambiente e che possono essere regolate con accorgimenti interni simili a quelli per il contenimento del tempo di riverberazione.

Calcoli acustici

Rumore di fondo, tempo di riverberazione, chiarezza e intelligibilità del parlato possono essere calcolati con specifici strumenti software, oltre che verificati in opera. I dati elaborati in questo modo sono la base dello studio iniziale a cui si faceva riferimento prima e il punto di partenza dell’intervento con cui si portano i parametri di qualità acustica entro i limiti ottimali per la specifica destinazione d’uso. Tale intervento prende il nome di correzione acustica, un ambito in cui i tecnici della Divisione Acustica di Coverd operano da anni con competenze certificate e il supporto di una strumentazione costantemente aggiornata.

La Divisione Acustica di Coverd

La Divisione Acustica di Coverd esegue valutazioni previsionali dei requisiti passivi acustici degli ambienti, tempo di riverberazione, indice di chiarezza e intelligibilità del parlato, con lo scopo di ottimizzare l’intervento di correzione acustica, anche dal punto di vista economico. In questa fase, i tecnici certificati di Coverd sono supportati da una strumentazione hardware e software all’avanguardia che minimizza il margine di errore e consente di fornire al progettista input chiari e facili da tradurre in pratica attraverso scelte progettuali non generiche, ma davvero corrispondenti alla situazione in esame. Gli stati di avanzamento lavori dei progetti sono costantemente monitorabili attraverso rilievi strumentali in corso d’opera, che consentono aggiustamenti e scelte correttive in tempi idonei. I risultati sono infine valutabili e certificabili a lavori conclusi attraverso un collaudo acustico strumentale eseguito secondo le normative e le norme tecniche vigenti.

La palestra può essere un teatro

L’esigenza di razionalizzare gli spazi destinando a più funzioni un medesimo ambiente è molto sentita. Il caso tipico è quello della palestra-palazzetto dello sport che alla bisogna va trasformato in cinema-teatro-auditorium, cosa frequente in scuole, centri civici e oratori. La situazione è piuttosto complessa da affrontare dal punto di vista acustico, ma può essere risolta bene con un intervento di correzione acustica che tenga conto di una pluralità di obiettivi da raggiungere con un’unica soluzione.

Soluzione

Una soluzione modulare correttamente progettata può risolvere l’acustica all’interno di una palestra di grandi dimensioni – cosa di per sé già importante – ma anche fare in modo che questa possa essere trasformata a seconda delle necessità in un teatro o in un salone per incontri. Dalla competenza del progettista e dalla qualità delle soluzioni correttive – a partire dai materiali – dipenderà anche l’economicità dell’intervento, che dovrà coinvolgere solo le strutture e le superfici necessarie al raggiungimento del risultato voluto. Nel caso di edifici di nuova costruzione, una ulteriore opportunità di razionalizzare l’investimento può essere l’abbinamento tra isolamento acustico e isolamento termico, cosa fattibile se si usano materiali isolanti efficaci su entrambi i fronti.

La soluzione naturale per la correzione acustica

Il rimedio della correzione acustica consiste nell’installazione di controsoffitti e rivestimenti murali fonoassorbenti, in grado cioè di correggere la riflessione delle onde sonore incidenti e di ricondurre il tempo di riverberazione a valori ottimali. E’ altresì possibile ridurre il rumore di fondo, in questo caso intervenendo sulle strutture murarie o sulle aperture con opportune soluzioni fono isolanti (rivestimenti, contropareti, doppi vetri ecc). Da sempre le soluzioni di correzione acustica di Coverd si basano sulla tecnologia del sughero biondo naturale, il più sano dei materiali isolanti, traspirante, ecologico, anallergico e soprattutto efficace contro i rumori.
Il sughero biondo naturale è ideale per gli ambienti aperti al pubblico anche perché è atossico, non rilascia fibre o polveri anche in assenza di trattamenti ed è resistente al fuoco (Classe 1 e marcatura CE).

Tecnologia Coverd

La tecnologia di Coverd per la correzione acustica degli ambienti interni comprende sia soluzioni modulari per il rivestimento in aderenza di superfici verticali, orizzontali o curvilinee, sia per la realizzazione di controsoffitti in abbassamento su intelaiatura metallica. Entrambe queste soluzioni si basano sull’impiego di sughero biondo naturale in pannelli SokoVerd.C1 (rivestimenti in aderenza) e Kontro (controsoffitti). Il sughero è ecologico più di ogni altro materiale isolante perché è rigenerabile (la corteccia del sughero si riforma sul tronco dell’albero dopo l’asportazione) e riciclabile. I pannelli di sughero biondo naturale di Coverd sono prodotti con basso impatto ambientale, senza additivi aggiunti, tramite un processo di agglomerazione che impiega la resina contenuta nel sughero stesso, la suberina, come collante naturale. La resistenza delle soluzioni è certificata in opera, come dimostra l’attestato dell’Istituto Giordano di Bellaria riguardante il “test della pallonata” al quale sono stati sottoposti SokoVerd.C1, Kontro e AlCover (il telaio metallico utilizzato nei controsoffitti per l’alloggio dei pannelli Kontro).

Un’opportunità in più, la cromoacustica

Forme e colori influenzano lo stato d’animo, i comportamenti e in generale il benessere psicofisico delle persone. Per questo è importante che ogni ambiente abbia una propria personalità cromatica, oltre che una propria acustica. Vista e udito – secondo degli studi di neurofisiologia – sono i più importanti dei cinque sensi, poiché più degli altri stimolano il contatto con il mondo esterno, influendo sulle capacità individuali di valutare lo spazio.
Se dunque è importante correggere l’acustica affinché gli ambienti siano più vivibili, lo è altrettanto fare scelte cromatiche che abbiano come obiettivo un ottimale comfort psico-visivo in relazione alla destinazione d’uso dei vari spazi. Ecco perché negli interventi di correzione acustica – che coinvolgono l’estetica degli ambienti – i progettisti prediligono soluzioni tecnologiche semplici e materiali che permettono finiture particolari e personalizzazioni cromatiche.

I pannelli Coverd

I pannelli SokoVerd.C1 e Kontro di Coverd sono idonei a essere colorati con vernici atossiche e forniti in una gamma vastissima di colori, oppure possono essere colorati a piacere dopo la posa.
Si prestano così a tutte le scelte estetiche, anche le più fantasiose. Senza rinunciare alla praticità perché, nel contempo, le soluzioni Coverd sono facili da montare e pratiche da pulire (quando serve) come nel caso del telaio AlCover, in cui le ampie vie di fuga facilitano la rimozione dello sporco e della polvere. Rumori, colori, materiali sani, le soluzioni di Coverd per la correzione acustica sono un’educazione al “bello” nel significato più pieno del termine, inteso cioè come combinazione di cose che “fanno bene” e che “piacciono”.

Michele Ciceri