Scuola rumorosa (e fastidiosa)? Problema risolto

Il buon progetto di una coppia di architetti, unito al supporto tecnico dello staff della divisione acustica ed ai materiali di CoVerd, ha reso più vivibili e più belle tre scuole di Cologno Monzese (MI). Per la gioia di insegnanti e genitori

La qualità acustica degli ambienti scolastici, e le conseguenti condizioni di benessere degli studenti e degli insegnanti che ne usufruiscono, sono spesso l’aspetto più trascurato nella progettazione e nella realizzazione di tali edifici.

A tutt’oggi il D.M. 18/12/75, che costituisce la norma di riferimento in materia, fatica ancora a trovare una effettiva e puntuale applicazione.
Il problema è evidente nella stragrande maggioranza delle scuole italiane, dove i rumori provenienti dall’esterno e la riverberazione dei rumori interni sono causa di stress e affaticamento che incidono negativamente sull’attività didattica.
“Uno dei fenomeni più gravi associati al rumore – ci spiegano gli Architetti Carlo Gerosa e Antonio Ribatti – consiste nella perturbazione dell’intelligibilità del parlato che comporta significative ripercussioni sulla formazione degli allievi, soprattutto quelli più giovani in fase di apprendimento. Di fatto, i soggetti più piccoli e quelli della scuola primaria, trovandosi in un momento cruciale per lo sviluppo intellettuale, risentono notevolmente di un clima acustico inadeguato poiché la mancanza di una sufficiente conoscenza non permette loro di ricostruire correttamente le parti del messaggio verbale mascherate dal rumore, con conseguenze decisive sullo sviluppo del linguaggio. Recenti studi hanno permesso di verificare, per esempio, l’incidenza del fattore rumore sulle mense scolastiche: i risultati ottenuti hanno evidenziato un generale ritardo nell’apprendimento della lettura ed errori di disattenzione più frequenti negli allievi che pranzano a scuola”.

Tuttavia, è sempre possibile intervenire per correggere la situazione anche nei casi più gravi. Inoltre, con l’impiego dei materiali appropriati, l’intervento di “correzione acustica” può diventare anche l’occasione per rendere complessivamente più salubri gli ambienti scolastici (pensiamo agli aspetti termoigrometrici) e migliorare l’estetica di aule, mense, palestre e laboratori.
Al fine di meglio comprendere le fasi di un intervento ben riuscito di correzione acustica, riportiamo l’esperienza maturata a Cologno Monzese (MI) dai già citati Architetti Gerosa e Ribatti con il supporto tecnico e i materiali di CoVerd.

A dare l’input fu l’Amministrazione comunale che, a seguito di studi specifici in materia di acustica all’interno degli spazi collettivi degli edifici scolastici, decise di conferire un incarico di bonifica acustica di due spazi dedicati alle attività libere nella scuola materna di via Merano, della mensa e della palestra della scuola elementare di via Pisa e della mensa della scuola media di via Toti.

Punto di partenza: le leggi vigenti (spesso dimenticate) e il bisogno di migliorare la permanenza a scuola di alunni, insegnanti e personale di servizio
Il punto di riferimento per i progettisti sono state le normative vigenti in tema di benessere acustico ambientale in ambito scolastico:

  • DPCM del 5/12/1997 “Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici”;
    Legge n. 23 del 11/01/1999 “Norme per l’edilizia scolastica”;
    D.M. 18/12/1975 del Ministero dei avori pubblici “Norme tecniche aggiornate relative all’edilizia scolastica, ivi compresi gli indici minimi di funzionalità didattica, edilizia ed urbanistica, da osservarsi nell’esecuzione di opere di edilizia scolastica;
    Circolare n. 1769 del 30/04/1996 del Ministero dei Lavori Pubblici “Criteri di valutazione e collaudo dei requisiti acustici nelle costruzioni edilizie”;
    Circolare n. 3150 del 22/05/1967 del Ministero dei Lavori Pubblici “Criteri di valutazione e collaudo dei requisiti acustici nell’edilizia scolastica”.

Molto più concretamente, è stato necessario tener conto dei diversi fattori che hanno ripercussioni sul comportamento sul livello di benessere degli utenti delle scuole (studenti, insegnanti e inservienti):

  • il grado di isolamento acustico rispetto al rumore esterno che, se non è adeguato, può compromettere lo svolgimento della didattica mediante una riduzione dell’intellegibilità del parlato con un conseguente basso livello d’attenzione degli allievi;
  • il tempo di riverberazione dei locali, che condiziona in modo sensibile la regolazione della voce dell’insegnante, con conseguente affaticamento (sia dell’insegnante, sia degli allievi) e difficoltà di relazione.
  • il rumore generato all’interno delle scuole, che è causa di affaticamento e di condizioni sfavorevoli per l’apprendimento degli allievi.

I due ultimi casi, correlati tra loro, sono quelli che più interessavano le tre scuole di Cologno, dove la situazione era piuttosto grave: “Ricordo che in fase di sopralluogo non riuscivamo sentirci tra noi a causa del riverbero – sottolinea l’Architetto Ribatti – le maestre impazzivano letteralmente…”.
Alla luce di questi dati, sono stati messi a fuoco gli input di progetto. Tra cui:

  • abbassare il tempo di riverbero fino a ottenere i più soddisfacenti valori ottimali possibili;
  • usare materiali e strutture resistenti all’insaccamento (da applicare alle pareti esistenti), ininfiammabili (di Classe 1 per la resistenza al fuoco, omologati con certificazione ministeriale), imputrescibili, autoestinguenti, non tossici, non gocciolanti, biologicamente puri;
  • usare materiali non contenenti fibre minerali sfuse che potessero in qualche modo possibilità di entrare in ventilazione;
  • usare materiale fonoassorbente con qualità di isolamento acustico inalterabili nel tempo ed in qualsiasi condizione igrometrica dell’ambiente;
  • applicare del materiale fonoassorbente al soffitto e alle pareti;
  • adottare scelte cromatiche tali da garantire un ottimale comfort psico-visivo.

L’applicazione di appositi pannelli sul soffitto e sulle pareti è l’intervento classico di correzione acustica in ambiente chiuso. Questa operazione provoca infatti la decrescita del tempo di riverbero, a vantaggio dell’intellegibilità della parola. Inoltre si indebolisce la componente riflessa dei suoni, abbassando ulteriormente la rumorosità dei locali ed annullando la fastidiosa sensazione sonora di rimbombo.

La scelta dei materiali.
Un punto fondamentale, dove si è tenuta presente la necessità di garantire ambienti salubri sotto tutti gli aspetti
A questo punto bisognava decidere i materiali.
“I nostri input di progetto ci hanno portato escludere a priori l’impiego di materassini in fibra sia minerale che sintetica – spiega Ribatti – Il motivo è che questi materiali hanno elevate caratteristiche di igroscopicità, vale a dire che l’assorbimento di vapori deprime le caratteristiche acustiche del pannello nel tempo e ne accelera anche il deperimento.
Quest’ultimo aspetto è essenziale: è infatti noto che i pannelli in fibra minerale o sintetica, con l’inevitabile deperimento susseguente alla messa in opera, rilasciano nell’aria fibre sottilissime che rendono insalubre l’ambiente. Per ovviare all’inconveniente i materassini dovrebbero essere imbustati, in modo da impedire il rilascio di fibre. Però in questo modo le caratteristiche fonoassorbenti verrebbero fortemente ridotte, rendendo l’utilizzo di questo materiale meno efficace dal punto di vista acustico”.
I progettisti hanno scartato anche l’impiego di spugne piramidali od ondulate in poliuretano a cellule aperte.
“Le spugne a cellule aperte hanno sia l’inconveniente di essere deperibili in tempi ridotti, sia quello di essere altamente ricettive di umidità e polveri. Tali caratteristiche ne sconsigliano fortemente l’utilizzo dal punto di vista igienico”.
Risultavano invece idonei, rispetto alle caratteristiche esposte in precedenza, i pannelli in fibra di legno mineralizzata e i pannelli in sughero biondo naturale. Alla luce di ulteriori considerazioni la scelta è caduta sul sughero.
“Le due tipologie si differenziano tra loro per la rigidità: i pannelli in fibra di legno mineralizzata sono più rigidi, mentre il sughero è un materiale che associa l’elasticità alla compattezza. Questa proprietà dei pannelli in sughero biondo naturale garantisce in definitiva prestazioni fonoassorbenti superiori rispetto ai pannelli di fibra di legno”.
In effetti, un materiale elastico come il sughero dissipa l’energia dell’onda sonora incidente, minimizzando gli effetti di riflessione multipla tipici dell’effetto di riverberazione che rende invivibili molti ambienti. Con ricadute positive anche in termini di spesa. Infatti un maggiore fonoassorbimento dei materiali si traduce, in termini di computo metrico, in una minore necessità di superfici da trattare, con conseguente contenimento dei costi.
Tutte cose che, come detto, a Cologno avevano già sperimentato con l’intervento di correzione acustica nella palestra di via Petrarca, sulla scorta del quale la scelta del sughero è stata pressoché naturale.

Però il sughero non è tutto uguale
Ma dire sughero non basta. Presa la decisione sul materiale, bisogna avere l’accortezza di usare pannelli che abbiano effettivamente le caratteristiche vantate, che siano di ottima qualità, certificati, omologati nella Classe 1 di resistenza al fuoco e che siano facili da posare.
E’ a questo punto che entra in gioco l’esperienza ventennale di CoVerd. Centinaia di interventi in ambienti di ogni tipo, una Divisione Acustica interna che si occupa di rilievi e collaudi strumentali e una continua ricerca sui materiali hanno infatti permesso all’azienda di Verderio Superiore di mettere sul mercato due prodotti studiati appositamente per la correzione acustica: il pannello Kontro e il pannello SoKoVerd.C1.
Entrambi sono in sughero biondo naturale supercompresso, preformato e pretinteggiato e si differenziano per l’utilizzo. Kontro è studiato per il controsoffitto ed è provvisto di smusso a gradino per essere alloggiato nei telai AlCover, anch’essi progettati appositamente per garantire le migliori prestazioni di elasticità, resistenza e durata nel tempo.
Può anche essere applicato in aderenza mediante apposito ancorante cementizio per la realizzazione di rivestimenti a cappotto. SoKoVerd.C1 è invece un pannello studiato pareti le pareti, idoneo per applicazioni in aderenza o, come per Kontro, su telai sottostanti in legno e metallici.
Entrambi sono fonoassorbenti, termoisolanti, autoestinguenti, non gocciolanti e assolutamente non tossici. Hanno densità di 200/220 kg/mc e sono disponibili nei formati 60x60cm / 30x60cm (Kontro) e 100x50cm / 50x50cm / 100x25cm (SoKoVerd.C1).
La gamma dei colori a disposizione (parliamo di pannelli pretinteggiati) è pressoché infinita e consente le più fantasiose personalizzazioni, eventualmente anche l’applicazione di pitture da effettuare successivamente nel tempo. Questo è un aspetto che viene molto apprezzato dai progettisti e dagli utenti, specie negli ambienti scolastici.
“Indubbiamente se abbiamo scelto gli elementi della CoVerd è anche perché ci consentivano di intervenire dal punto di vista cromatico – afferma l’Architetto Ribatti – cosa che ci è sembrata opportuna in spazi pensati per i bambini”.
Della scelta dei colori e dello studio che l’ha preceduta torneremo a parlare più avanti.

La tecnologia dei prodotti CoVerd ha  semplificato la posa in opera.
I risultati acustici? Ottimali.
Ora invece apriamo una breve parentesi per descrivere le modalità degli interventi a Cologno Monzese e i risultati acustici conseguiti. Abbiamo detto che la correzione acustica riguardava tre ambienti dedicati alle attività libere, due mense, una palestra ed una sala ricreativa. In tutti i casi, l’intervento ha previsto la riduzione del volume dei locali mediante una controsoffittatura realizzata in pannelli fonoassorbenti in sughero biondo naturale supercompatto dello spessore di 3cm e il montaggio di contropareti, o porzioni di contropareti, dello stesso materiale.
Con soluzioni differenti da un caso all’altro, perché ogni singolo ambiente è stato valutato in funzione delle caratteristiche architettoniche e dell’utilizzo per raggiungere il miglior risultato possibile.
Tecnicamente, il controsoffitto è stato realizzato con i pannelli preformati Kontro alloggiati in un’intelaiatura in alluminio preverniciato. Questo tipo di struttura consente di inserire senza problemi e in qualsiasi posizione i punti luce per una corretta illuminazione, un aspetto sempre molto importante negli ambienti aperti al pubblico. Per le contropareti, invece, si è scelto di applicare i pannelli SoKoVerd.C1 direttamente alle strutture esistenti, mediante l’apposito ancorante cementizio PraKov di CoVerd. Il collaudo acustico finale ha dimostrato che in tutti gli ambienti presi in considerazione sono stati raggiunti risultati decisamente buoni, in linea con i valori ottimali.