Progetto architettonico di asilo aziendale: l’esempio UniCredit Banca

Il nuovo asilo nido di UniCredit è realizzato al piano terra dell’edificio già adibito a sede dell’Istituto bancario. L’architettura viene qui utilizzata in modo “ostensivamente didattico” sia nella divisione degli spazi, sia nella scelta dei materiali per stimolare i sensi dei bambini a scoprire il mondo, e l’ambiente che li circonda.
Un naturale apprendimento del mondo esterno avviene nel bambino attraverso il diretto contatto con le “coppie oppositive” che questi nuovi spazi gli garantiscono : il ruvido ed il liscio, l’opaco ed il trasparente , il chiaro e lo scuro , il concavo e il convesso , l’alto e il basso , eccetera. In particolare, l’ingresso dei bimbi alle aree a loro destinate avviene attraverso una parete curva che li accoglie nel salone e che è in parte in muratura, in parte vetrocemento, a volte opaco, altre trasparente,altre colorato. Vi è in effetti un percorso visivo, tattile,  materico che si ripresenta anche a livello del controsoffitto che può scendere e alzarsi come un’onda evidenziando zone diverse dedicate a volte al gioco e altre al riposo.
E’ importante la creazione di spazi diversificati e personalizzati nei quali il bambino si senta subito a suo agio, perché l’abbandono della madre viene sempre vissuto traumaticamente, a livello inconscio, dal bambino e quindi riconoscere subito l’ambiente nel quale sa che dovrà passare diverse ore prima di rivedere la mamma, lo tranquillizza e lo rassicura. Proprio per rafforzare queste motivazioni psicologiche si è pensato di realizzare un pilastro tondo al centro della zona pranzo posta a sud che diventa un grande albero con le radici disegnate sul pavimento.
Il pilastro tondo vicino all’ingresso , diventa invece un sole che prolunga i suoi raggi dal pavimento al soffitto.

Zona pranzo

Nella zona pranzo è disegnata una doppia serie di cerchi concentrici che imitano una specie di fuoco d’artificio e suggeriscono nuovi giochi. Lo stretto passaggio verso la parte più profonda e buia del salone diventa un arcobaleno che gira tutt’attorno ai pilastri, pareti, soffitto, pavimento, quasi fosse una grande porta colorata verso la zona della psicomotricità. L’angolo più interno del salone vede il soffitto abbassarsi, colorarsi di azzurro, come le onde del mare, per creare una zona lettura sul fondo marino. Questa volta le onde si stagliano sul fondo delle pareti e sul controsoffitto mentre il pavimento resta di “legno”, come una zattera, con poltroncine e pouf azzurri. Una moquette verde di velluto copre la rampa interna del nido simulando un prato da cui crescono dei fiori dipinti a muro attorno a delle lampade che possono essere accese da sensori al passaggio dei bambini. La moquette è stata scelta perché permette maggiore stabilità sulla rampa ai piccoli e anche la possibilità di sdraiarsi per terra e rotolarsi anche se, naturalmente, richiede particolare attenzione per la sua pulizia. Per favorire il lavoro delle educatrici, le zone dei bagni sono state immaginate con delle parti vetrate (vetrocemento liscio) a mo’ di finestra, per permettere loro di seguire i movimenti dei bambini anche quando si trovano in bagno con qualcuno di loro. Non manca nemmeno la “parete sensoriale”, prevista sul muro esterno dei bagni posti più a nord. Tale parete è composta da materiali differenti per forma e superficie: pezzi di legno, stoffa, metalli lisci e ruvidi, sordi e sonori, concavi e convessi, ecc.